Pubblicata in data Mon Jan 18 00:00:00 UTC+0100 2010
Domani lo sciopero nazionale dei lavoratori dello spettacolo
contro il taglio del 40% al Fondo previsto dalla Finanziaria
Manovra, manifestazioni e serrate
cinema aperti, col lutto al braccio
Varie forme di protesta: sale senza film ma con volantinaggio
In Campania, fascia nera: "Chiudere è inutile, meglio la lotta"
ROMA - "La chiusura è inutile. Preferiamo il lutto e la lotta". E' solo uno degli slogan che accompagnano la giornata nazionale di sciopero indetta dalle associazioni e dai sindacati dello spettacolo contro il taglio del 40 per cento previsto dalla Finanziaria. Protesta "creativa", in un certo senso, perché se "la lotta" è chiara, "il lutto" si riferisce alla fascia nera che, nel giorno della protesta, sarà indossata dai dipendenti della Stella Film (sale e multiplex a Napoli, Caserta, Benevento). La giornata avrà il suo fulcro a Roma, dove alle 14.30, nel Centro congressi Capranica, si terrà la manifestazione nazionale con artisti, presidenti delle associazioni dello spettacolo, segretari confederali.
Intanto approda in Senato il decreto salva-cinema, i cui termini per la conversione in legge scadrebbero il 17 ottobre. Una decisione accolta "con soddisfazione" dalle industrie cinematografiche associate all'Anica, che nel dare atto "al ministro Buttiglione di aver operato per recuperare una situazione estremamente grave", confidano "in una rapida approvazione, indispensabile per dare ossigeno vitale al settore".
Diverse le forme di protesta adottate. Come quella del cinema Azzurro Scipioni di Roma, "tempio" di Silvano Agosti che è un po' una sintesi dei lavoratori dello spettacolo in quanto esercente, regista, sceneggiatore, produttore. Il suo cinema resterà aperto, ma non proietterà film. Agosti spiegherà ai visitatori le ragioni dello sciopero e distribuirà in omaggio un pamphlet-provocazione dal titolo Come realizzare e produrre senza denaro qualsiasi film o, per capirci meglio, senza spendere neppure un solo euro.
Tantissimi gli spettacoli sospesi, i set, gli stabilimenti, i cinema e i teatri chiusi. Le grandi catene hanno aderito alla protesta (Circuito Cinema, Safin, Medusa). La Warner lo ha fatto per metà, sospendendo solamente i primi due spettacoli. E alla vigilia dello sciopero, si è tenuto a Milano un incontro fra imprese e lavoratori dello spettacolo, presente, fra gli altri, il regista Silvio Soldini. Che fa notare come "in Francia producono cento film all'anno, da noi eravamo sui cinquanta, dopo i tagli se ne faranno non più di una decina: ma in Italia non c'è mai stata attenzione alla cultura in generale".
Ma nei giorni scorsi altri esponenti del mondo dello spattacolo avevano allertato sui rischi dei tagli, da Roberto Benigni (lo sciopero di domani farà slittare l'uscita del suo atteso La tigre e la neve) a Dario Fo ("Hanno tagliato quelli che per loro sono dei rami secchi"), da Giorgio Albertazzi ("L'atto di un governo che considera la cultura una spesa e uno spreco") a Claudio Bisio ("Il Fus è fondamentale"), da Mariangela Melato ("In altri secoli tutto questo si chiamava oscurantismo") a Carlo Lizzani ("Tagliare i contributi al cinema è sbagliato, tutti i Paesi cercano di farlo sopravvivere per contrastare la potenza di fuoco delle produzioni Usa").
Fonte: www.repubblica.it
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